sabato 18 febbraio 2017
venerdì 17 febbraio 2017
Dal libro: "Vaccinazioni: alla ricerca del rischio minore", del Dott. Eugenio Serravalle
"Perchè ho vaccinato i miei figli,
ma non i miei nipoti"
Un modo più
sicuro dei vaccini per combattere la malattia
Sono indicati con il termine “determinanti sociali di salute”. Significano diseguaglianze, mancanza di risorse, lavoro precario o poco sicuro; in una sola parola, povertà. Hanno un impatto diretto e immediato sulla salute. La salute sociale è a tutti gli effetti una questione di vita o di morte. Essa influenza il modo di vivere della gente, e con esso la probabilità di ammalarsi e il rischio di morire prematuramente. E’ dimostrato che la durata della vita di ognuno è fortemente connessa alla classe sociale di appartenenza. Nella popolazione maschile adulta, gli operai hanno una probabilità di morte quasi doppia rispetto agli impiegati. Negli ultimi decenni le differenze tra classi sociali nella durata della vita sono addirittura aumentate.
Un mondo più
giusto sarebbe quindi un mondo più sano. Sono le conclusioni cui è pervenuta la
Commissione sui determinanti sociali di salute dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità nel suo rapporto del 2008.
Lo stile di vita
condiziona a tal punto le malattie da cui un individuo viene colpito che esse
si differenziano in base al tipo di società cui l’individuo appartiene.
giovedì 9 febbraio 2017
domenica 24 gennaio 2016
Spegnete la TV!!!
Troppe ore davanti alla Tv fanno male al cervello dei bambini
Uno studio canadese rivela che i bambini che guardano la Tv più di due ore al giorno hanno performance cognitive peggiori rispetto alla media
Che trascorrere troppo tempo davanti alla Tv non faccia bene ai bambini è risaputo. Ora uno studio canadese dà l’ennesima conferma: le performance cognitive dei bimbi che guardano molti programmi televisivi sono peggiori rispetto alla media. La ricerca è stata condotta da un gruppo di scienziati dell’università di Montreal (Canada) e i risultati preliminari sono pubblicati sul sito dell’ateneo stesso.
Duemila bambini sotto esame
I ricercatori hanno esaminato circa 2000 bambini di 29 mesi, chiedendo ai genitori di rispondere ad alcune domande in merito al loro stile di vita. In particolare, mamma e papà sono stati invitati a spiegare le abitudini dei bambini riguardo l’uso della tv. Una volta che i bambini hanno iniziato la scuola materna, gli autori dello studio hanno misurato le loro abilità cognitive ricorrendo a vari test. Analizzando i dati raccolti, si è visto che ogni ora in più, rispetto alle due consigliate dagli esperti, passata davanti alla televisione all’età di 29 mesi si associava a una perdita di vocabolario e di capacità matematiche una volta iniziata la scuola. Insomma, i bambini che trascorrevano molto tempo davanti alla tv hanno ottenuto i risultati peggiori nei test. Non solo, erano anche quelli più a rischio di emarginazione da parte dei compagni.
Importante dedicarsi ad attività diverse
I risultati sono ancora preliminari e vanno confermati. Tuttavia, è innegabile che chi guarda molti programmi televisivi ha meno tempo da dedicare ad altre attività. Mediamente, dunque, studia meno, legge pochi libri, non gioca molto con i compagni, è sedentario. Invece, è importante fare anche attività che stimolino la fantasia, favoriscano l’interazione con i coetanei, inducano a riflettere, impegnino dal punto di vista intellettuale e fisico.
.ATTENZIONE AI PROGRAMMI
Troppa Tv non peggiora solo le performance cognitive dei bambini. Sembra che anche i comportamenti sociali ne risentano. Ovviamente molto dipende dai programmi seguiti: più sono violenti e più i piccoli tendono a diventare aggressivi
domenica 27 dicembre 2015
sabato 26 dicembre 2015
venerdì 25 dicembre 2015
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